Partigiani, Arialdo Banfi

Il 9 settembre io e Paolo Favout

andammo nella caserma

della Guardia di Frontiera

c’erano anche dei generali e altri pezzi grossi

che il giorno prima avevano abbandonato

i loro posti.

Chiedemmo ai militari

di mantenere la posizione

e resistere contro i tedeschi.

Ci misero al muro

sembrava che volessero ammazzarci

poi ci lasciarono andare.

Da lontano vedemmo

il colonnello della Guardia di Frontiera

arrendersi ai tedeschi.

Nella caserma di Luserna San Giovanni

i soldati erano scappati

ed era iniziato il saccheggio

casse di pistole

equipaggiamenti per cavalli

teli tende e coperte.

Fu il primo comando partigiano

a far cessare la razzia.

All’inizio eravamo una quarantina

sotto i simboli di Giustizia e Libertà.

La prima cosa fu scegliere

se eravamo per la Monarchia o la Repubblica.

A gran maggioranza

scegliemmo l’idea repubblicana.

Andavamo dappertutto

per organizzare i gruppi

che stavano nascendo.

Facevamo riunioni nelle cascine

per parlare ed addestrare i giovani

che spesso avevano deciso

di aderire alla lotta

per non arruolarsi.

Questa poesia fa parte di una raccolta che ha scritto qualche anno fa per raccontare le storie di tanti partigiani. La formula scelta per rappresentarli è quella del verso libero sul modello dello Spoon River. Il libro lo trovate in vendita qui.

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