Corsi Indire sostegno, i punti oscuri

Una parte del mio lavoro consiste nel leggere quotidianamente quello che c’è in rete sul tema della scuola. In questi giorni, molti post riguardano il famigerato percorso sul sostegno Indire. Qualcuno si azzarda ad immaginare un inizio dei percorsi ad aprile o maggio. Io faccio fatica ad andare più in là dei pochi dati certi che sono arrivati con gli incontri tra ministero e sindacati rappresentativi.

Cosa sappiamo

Le cose certe:

  • Per accedere al percorso bisogna avere lavorato in una scuola pubblica, o paritaria, tre anni degli ultimi cinque con un contratto su posto di sostegno in un grado di scuola (e bisogna avere anche il titolo di accesso, e quindi se ho lavorato alla primaria ma non ho la laurea in scienze della formazione primaria o il diploma magistrale fino al 2011/02 non potrò accedere a questi percorsi);
  • il costo massimo che si dovrà sostenere sarà pari a 1500 euro;
  • le lezioni saranno online e gli esami in presenza. Per ogni laboratorio e/o insegnamento è previsto un esame (e ci sarà pure un esame finale);
  • i percorsi dovrebbero avere una durata minima di quattro mesi e terminare entro la fine di quest’anno (è già successo altre volte che un termine fissato da una norma sia stato modificato in un secondo tempo).

Quello che non sappiamo

Le informazioni date dal ministero lasciano molti punti oscuri, ed è difficile dare risposte a domande che riguardano ciò che non sappiamo. Le domande più ricorrenti a cui non sappiamo dare risposte precise sono le seguenti:

  • Quando inizierà il corso? Posso spingermi ad ipotizzare settembre, ma non ci sono abbastanza elementi per decidere, perché il ministero non ha mai spiegato nei dettagli come si svolgerà il percorso. Per esempio non sappiamo come si svolgeranno gli esami al termine di ogni laboratorio/insegnamento e quelli finali. Non credo che Indire abbia le risorse per svolgere questa parte del lavoro, e quindi mi verrebbe da pensare che si possa appaltare questa fase alle università. Se così fosse sarebbero necessari degli accordi tra Indire e le università per svolgere gli esami in presenza. Solo dopo la loro firma si potrebbe partire con le iscrizioni ai percorsi Indire. Le università si accontenteranno di pochi spiccioli per fare questo lavoro?
  • In diverse occasioni si è fatto riferimento a percorsi in convenzione con le università per l’erogazione dei corsi. Faccio però fatica ad immaginare che un’università si presterà ad erogare questi percorsi. Con il TFA gli atenei guadagnano cifre almeno doppie rispetto ai corsi Indire, perché dovrebbero imbarcarsi nei percorsi Indire?
  • Il ministero ha indicato in una tabella quale sarebbe la platea di docenti che si potranno iscrivere al percorso, ma non ha ancora comunicato quanti potrebbero essere i posti disponibili per regione.
  • Non sappiamo nemmeno come verrà considerato, a livello di punteggio (mi riferisco in particolare alle GPS), il percorso Indire, soprattuto in rapporto con il TFA. Con ogni probabilità il punteggio sarà inferiore, ma si potranno avere delle certezze solo con la discussione dell’OM che stabilirà le norme che regoleranno il prossimo aggiornamento delle GPS.
  • Non possiamo nemmeno rispondere alla domanda se ci sarà un secondo ciclo dei percorsi Indire. L’unica cosa che ci sentiamo di escludere e che ci possano essere tanti cicli come è avvenuto per il TFA sostegno.

Quando potremo messere più chiari su questi punti? Impossibile fornire delle date. Probabilmente dopo l’uscita dei decreti attuativi che riguarderanno questa procedura, ma non è detto…

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