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- “Franco Zeffirelli è un grande regista. Ma quando parla di calcio non lo sto nemmeno a sentire ”.
(Gianni Agnelli)
- “Proprio non capisco come si possa dare in nome ad una società Juventus. Già il fatto di provenire dal latino, non lo approvo. Chi ha pensato a tale nome, crede e vuole abbia a durare questi pochi anni in cui siamo ancora “juventus” . E non crede abbia a durare fino al giorno in cui siamo uomini? Allora sì che andrebbe d’accordo Juventus quando la maggior parte dei soci avrà quaranta o cinquant’anni! Qualcuno – e non solo qualcuno – riderà all’idea che la nostra Società debba durare sino ad allora…”. (Enrico Canfari)
- “Quattro anni e mezzo di Juventus non potrò mai dimenticarli. Sono state stagioni indimenticabili. Quella gloriosa maglia bianconera mi veniva di baciarla ogni qualvolta la indossavo. Con quella maglia ho vinto tre scudetti ed ho disputato due finali di Champions League, realizzando nove goals”. (Nicola Amoroso)
- “Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si respira nell’aria dello spogliatoio, sono concetti che vengono tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c’è club nel mondo che ti faccia lo stesso effetto”. (Egdar Davids)
- (Su Rui Barros) “Non prenderemo più piccoletti: dalla tribuna non si vedono”. (Gianni Agnelli)
- “Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una serata tristissima), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport. Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l’amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici”. (Michel Platini)
- “Primavera del 1948, questo derby è proprio un quarantotto. Al ristorante da Bigini, Boniperti incontra in tre inseparabili e li sfotticchia. ‘Questa volta ve le suoniamo’. Si riceve in risposta sberleffi ed ingiurie. ‘Sei una donnicciola – strilla Martelli – scommettiamo trentamila che vi facciamo due gol’. Boniperti impallidisce: ‘il mio stipendio non mi consente di accettare, però ne parlerò con i compagni’. E ne parla a tutti. E accettano la scommessa lanciata da Martelli. Ci sono trentamila lire in palio. Le più importanti. Segna Ossola, ma Ballarin si confonde e infila il suo portiere. Il derby è anche questo, questo chioggiotto dal cuore generoso, non è più lui quando ‘vede’ bianconero. Però i bianconeri sono rimasti in dieci: si è infortunato Parola, uomo guida della difesa, il classico insostituibile Nuccio. Parola rientra in campo con una vistosa fascia elastica e si trasferisce sull’ala. Ha ingoiato due simpamine e ci vede doppio. Prenderà a ceffoni Martelli in difesa di Sentimenti IV che avrebbe benissimo potuto difendersi da solo. Gemini espelle Parola e Martelli e le squadre vanno a chiudere il derby, senza ulteriori gol, 1 a 1. Boniperti, quel dritto, ha vinto la scommessa, lui e i suoi compagni intascano le trentamila lire, l’odiato Toro non ce l’ha fatta a vincere”. (Vladimiro Caminiti)
- “Non rinuncerei a uno scudetto della Juve per il mondiale della Ferrari”. (Gianni Agnelli)